
Abitare la Musica
Come far cantare un gruppo classe e come costruire un coro: approccio pedagogico-didattico, voce infantile, tecnica di direzione, repertorio.
- Dalla scuola dell'infanzia in su
- Gruppo classe e coro extracurricolare
Il picco di sviluppo dell'orecchio interno arriva tra i 4 e i 6 anni. In quegli anni, davanti ai bambini, spesso c'è chi non ha mai diretto un coro. Questa formazione è per chi insegna ed educa, e per chi un coro lo dirige già e vuole farlo meglio.
La musica è habitus, consuetudine, familiarità, «casa». È conoscenza di sé e dell'altro. È cultura che accende desideri di culture. È relazione.
Quando il percorso comincia dall'infanzia, la musica può diventare davvero un'abitudine che accompagna la vita: un abito su misura per la mente, in cui trovare sé e l'altro. Non un evento sporadico, senza radici, ridotto a un'esibizione.
Solevoci lavora nella musica vocale dal 1994: cori, accademia, festival, progetti nelle scuole primarie e secondarie. La formazione mette a disposizione di chi insegna quello che facciamo ogni settimana in sala prove.




Per chi insegna, per chi educa, per chi dirige. Contenuti, durata e sede si costruiscono con la scuola o l'ente.

Come far cantare un gruppo classe e come costruire un coro: approccio pedagogico-didattico, voce infantile, tecnica di direzione, repertorio.

Per chi considera la musica un linguaggio importante per l'espressività e l'intelligenza del bambino, in stretto rapporto con la sua crescita armonica.

La formazione per chi entra nel team di Music Play, il progetto di Solevoci nelle scuole primarie di Varese e provincia.
Gli argomenti: l'approccio pedagogico-didattico, come educare e sviluppare le potenzialità della voce infantile, cenni di tecnica di direzione, il repertorio. Il modello resta sempre musicale in modo completo; cambiano gli obiettivi, a seconda di dove si lavora.
Non c'è selezione: la classe non sceglie di fare musica, la musica rientra nelle attività didattiche. Si lavora su un gruppo già unito dal percorso scolastico e si pongono le basi della musicalità, dell'orecchio, dell'ascolto. Il compito è nutrire di musica i bambini.
C'è un primo livello di selezione: la scelta di partecipare. Il gruppo può essere eterogeneo per età e predisposizione, e gli obiettivi salgono: un suono intonato e bello, la lettura dello spartito sempre più autonoma, un repertorio più impegnativo.
«La musica è un dono che va ricevuto e offerto, che va condiviso.»Abitare la Musica — le restituzioni finali
Portare la musica a un pubblico fa parte dell'apprendimento. Va trattato con delicatezza: se lo schiaccia il peso della «prestazione», si perde l'occasione di crescita emotiva degli allievi, e anche del pubblico, che educhiamo nella stessa misura.
È il passaggio che facciamo ogni settimana in sala prove e ogni anno con una quindicina di aziende nel team building. Funziona allo stesso modo con trenta colleghi e con una classe.
Respiro e voce sciolgono le tensioni e rompono il ghiaccio. Nessuno deve cantare da solo.
Il gruppo si divide e ognuno impara la propria parte. Si comincia ad ascoltare chi canta accanto.
Le parti si incontrano. La voce non è più «la mia»: diventa la nostra.
Si canta per qualcuno. È il momento che il gruppo ricorda, ed è parte dell'apprendimento.
All'Università di Oxford, chi cantava insieme ha sviluppato legami forti già nel primo mese. Negli altri corsi creativi sono serviti sette mesi.
Pearce, Launay & Dunbar, Royal Society Open Science, 2015Il canto attivo migliora l'umore più dell'ascolto. Per un insegnante significa una cosa precisa: i bambini devono cantare, non guardare.
Bullack et al., Frontiers in Behavioral Neuroscience, 2018Il senso di connessione cresce dopo sessioni di almeno sessanta minuti, non di trenta. La continuità conta più dell'evento.
Bullack et al., Frontiers in Behavioral Neuroscience, 2018Il percorso è per chi considera la musica un linguaggio importante per favorire lo sviluppo dell'espressività e dell'intelligenza del bambino, in stretto rapporto con la sua crescita armonica.
Il coinvolgimento diretto arricchisce la visione dei contenuti e la produzione creativa dei partecipanti, e rinnova le relazioni attraverso il suono, la musica, la parola e il gesto. Si lavora sui tratti emotivi e cognitivi: nel contesto educativo generale, nel sostegno e nell'operatività con il suono e la musica.
Music Play è il progetto di Solevoci nelle scuole primarie di Varese e provincia: canto, ritmo corporeo, esplorazione degli strumenti, ascolto attivo e produzione sonora creativa, con incontri settimanali per tutto l'anno scolastico e un concerto di fine anno.
Chi entra nel team degli educatori segue prima un percorso di formazione sulla metodologia, gratuito per i collaboratori selezionati. Cerchiamo musicisti con diploma o laurea in ambito musicale ed esperienza con i bambini.
Candidati per Music PlayLe tappe le raccontiamo nel podcast Solevoci – Storie di musica vocale.
Le domande di insegnanti, dirigenti ed educatori.
Raccontaci chi sono i partecipanti, con quali bambini lavorano e quanto tempo avete: costruiamo insieme il percorso.
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